Ortho-Bionomy®: implicazioni sociali e filosofiche delle 7 Fasi – parte finale

Ortho-Bionomy®: implicazioni sociali e filosofiche delle 7 Fasi – parte finale

Il corpo aurico è un corpo oggettivo poiché può essere percepito dalle nostre mani, alcuni possono anche vederlo tramite la vista, ma relativamente pochi sono i soggetti che sono in grado di, o che desiderano spendere del tempo per imparare a sentirla. Come ortobionomisti non abbiamo problemi a concepire l’aura, e non entrerò nelle dinamiche del trattamento aurico. Quello che è importante è di collegare le fasi oggettive e soggettive insieme. L’atmosfera della solida e liquida terra fa da ultima barriera contro i pericoli che possono arrivare dalla spazio esteriore, e separa il pianeta dagli altri corpi celesti con quell’identità quasi intangibile.

Ma chi è che identifica quella presenza aurica dei corpi fisici? Di nuovo il soggetto. Il soggetto Fase 7 ha un ruolo ancora più grande del soggetto Fase 5. Qui la pura osservazione non è sufficiente: abbiamo bisogno di un ruolo più alto poiché stiamo “percependo” cose che appartengono ad alcuni dei domini più intimi degli individui.

Possiamo percepire le loro emozioni, anche i loro pensieri, e a volte anche le cause di essi. Le emozioni sono un terreno comune tra noi creature, e differenziare le nostre emozioni e pensieri personali da quelle degli altri può essere difficile, a meno che non si mantenga un vero stato mentale neutrale, una mente aperta e una presenza incondizionata. Questa è l’ultima frontiera del nostro stato mentale, più oltre ci fonderemo nella condizione Universale che caratterizza alcune delle grandi anime che hanno visitato il nostro pianeta, Buddha, Cristo, San Francesco e molti altri.

Alla fine, la differenza tra la mente appartenente al sistema (Fase 3) e la mente delle fasi evolutive è simbolizzata dalla cornice nera che le delimita. La cornice nera è l’ego, e circonda interamente la mente della Fase 3. Nella fase successiva, Fase 5, inizia a sfumare, e nell’ultima fase sparisce quasi del tutto.

La fase inferiore dell’evoluzione è un soggetto che vuole controllare il corpo e la mente degli altri (il secondo handicap sono le intenzioni umane). Il soggetto umano evoluto vuole controllare soltanto la propria mente, non avendo nessun desiderio egoistico di dominare gli altri. L’ego è praticamente dissolto. La consapevolezza centrata sull’energia, ancora relativa alla materia (E=mc2), si espande in emozioni sempre più fini, e che appartengono al corpo aurico.

A me sembra che le Fasi superiori, rivelate dal salto centrale, sono la possibilità umana di recuperare il paradiso perduto, il senno di cui abbiamo bisogno per diventare nuovamente naturali, di scorrere con l’ordine delle cose, con i principi dell’universo immanenti in ogni aspetto della creazione visibile, non solo nelle stelle e nelle galassie visibili, ma anche in tutti gli animali e nei nostri corpi.

Nella storia dell’umanità, ogni creazione artistica, ogni scoperta scientifica, ogni progresso spirituale e della capacità di amare, è avvenuto al di fuori del corpo sociale. Alcuni individui hanno dovuto lasciare il corpo sociale rappresentato dalla seconda striscia e terza striscia, ed in un ambiente relativamente libero evolvere nelle meno conosciute fasi superiori. Ma il beneficio che hanno ottenuto è arrivato anche alle fasi inferiori: quegli individui non erano egoisti.

Dopotutto ci sono 7 fasi. “Come in alto così in basso, come in basso così in alto” (Kybalion).

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